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L’INTERIOR DESIGNER

L’INTERIOR DESIGNER

Di cosa si occupa un Interior Designer? È un semplice decoratore? Perché affidarsi ad un Interior Designer? La figura dell’architetto non è sufficiente? Architetto o Interior Designer? O entrambi?

Io stessa mi sono fatta la domanda per capire se realmente è necessario affidarsi a una figura professionale come la mia.

Cercando in rete la definizione di Interior Designer si legge che “si tratta di una figura professionale che si occupa, letteralmente, del design degli interni, cioè di tutto ciò che riguarda l’arredamento, la decorazione, l’illuminazione e in termini più generici, l’allestimento di un ambiente interno, sia per uso abitativo sia professionale.”

La mia esperienza personale mi ha fatto capire con il passare del tempo, che in realtà un diploma o un corso non sono sufficienti per avere una visuale completa del mestiere. A mio parere si tratta di un bellissimo lavoro che cura al dettaglio ogni piccolo particolare estetico e funzionale degli spazi interni, ma al quale manca un aspetto tecnico indispensabile per essere un professionista completo.

PRIMI PASSI NELLO STUDIO DI ARCHITETTURA

La mia primissima esperienza lavorativa nel settore la feci in un piccolo STUDIO DI ARCHITETTURA dove all’inizio, come in ogni lavoro, ti fanno fare le cose più banali e noiose del mestiere: stampare, disegnare dettagli costruttivi da inserire nelle tavole, preparare pratiche edilizie varie, impiantistica. Pian piano mi diedero più responsabilità e iniziai a creare i progetti da zero, a livello strutturale insieme all’ingegnere e, a livello progettuale dividendo gli spazi interni tenendo conto delle diverse normative.

Ho dei bellissimi ricordi dell’epoca, dove appresi tantissimo a livello tecnico, ma anche mi resi conto che non era esattamente quello che volevo fare. Trovavo quel lavoro troppo statico, ripetitivo e poco creativo. A volte limitato per le troppe normative da seguire, ma anche perché gli spazi non venivano mai studiati o pensati ad hoc per ogni ambiente.

Per fare un esempio, banalmente nello spazio destinato alla cucina, non ci si preoccupava di come sarebbe poi stata disegnata la cucina, bisognava semplicemente lasciare una parete predisposta con scarico acqua, gas e prese.

UN MONDO NUOVO DI DESIGN

Dopo un’esperienza tecnica molto importante ma poco creativa, dove avevo capito che per me non era sufficiente lavorare gli spazi interni dal punto di vista strutturale, decisi di intraprendere la strada dell’arredamento.

Iniziai questa nuova esperienza in uno SHOWROOM dove vendevano arredamento per la casa e il mio compito era progettare cucine, bagni e arredare salotti e camere matrimoniali. Mi resi conto che mi stavo occupando di quello che completava il mio lavoro precedente.

In quella parete destinata a cucina, dove prima disegnavo uno scarico dell’acqua e del gas senza criterio, adesso dovevo progettare la cucina. E a volte era davvero difficile! Se solo nella fase progettuale iniziale avessero tenuto conto dell’arredo, la composizione della cucina sarebbe stata molto più facile da realizzare ed esteticamente sarebbe risultata molto più bella.

Lavorare nel mondo dell’arredo mi ha fatto crescere a livello progettuale, forse di più di quanto mi sarei aspettata e di più di quanto avevo imparato nello studio di architettura.

Nell’arredo il progetto è molto più versatile, tutto è possibile!

Texture, colori, materiali, forme, stili, accessori, illuminazione. marchi!! Il mondo del design è immenso… penso sia impossibile nemmeno per il più bravo professionista del settore conoscere tutto quello che questo mercato offre nel mondo!

Se da un lato il mondo del design è affascinante e ne sono pienamente innamorata, d’altro canto parliamo di prodotti e con questo del commercio e delle vendite.

Per cui mi ritrovai a fare il lavoro che davvero mi piaceva, che andava a completare o migliorare quello che l’architetto o il tecnico aveva progettato (quello che prima facevo io), proponendo al cliente la soluzione idonea per quello spazio (cucina e bagni), o arredare ambienti della casa. In questo caso non avevo nessuna limitazione progettuale, ma presto mi resi conto che ero limitata nella scelta del prodotto.

Prima stavo raccontando il contrario: che il mondo del design è infinito, e adesso sto scrivendo che ero limitata nel prodotto da proporre ai clienti. Contraddittorio, vero? Invece era proprio così.

Questo è dovuto semplicemente perché lo showroom vende un certo numero di marchi, e questo implica che:

  1.  il cliente, interessato ad un marchio specifico, va dal rivenditore che lo vende e lo acquista (ed è perfetto).
  2.  il cliente si reca in uno showroom senza nessuna idea di cosa vuole e il rivenditore propone i suoi marchi, con i quali ha un guadagno.

E questo non è sbagliato, è chiaro che il rivenditore ti proporrà il suo prodotto e non quello del suo competitor!

Ma non credete come me che questo limita tantissimo la scelta del cliente?

E per di più, tantissimi showroom negli ultimi tempi si sono reinventati “studi di progettazione d’interni”, dove propongono il “chiavi in mano”. Vale a dire, propongono la ristrutturazione parziale o completa della casa e l’arredo interno tutto nello stesso pacchetto.

Possibile che chi, fino a ieri, si era occupato di vendere una cucina, tavoli e sedie, oggi sia in grado di occuparsi di ristrutturazioni? Per di più, proponendo per la ristrutturazione materiali e arredi che loro rivendono, limitando così la scelta dei prodotti ma garantendosi un cospicuo guadagno.

Sono pienamente convinta che architetto e arredatore da soli siano incompleti: il primo non prende in considerazione le esigenze progettuali degli arredi mentre il secondo non è un tecnico del settore.

LIBERAMENTE PROFESSIONISTA

Finalmente ho trovato la mia dimensione: fare l’Interior Designer. Mi ritengo molto fortunata, perché grazie alla mia esperienza lavorativa presso lo studio di architettura ho maturato quella visione dell’insieme, che sono sicura non hanno né chi si occupa solo della parte tecnica di un progetto, né tanto meno chi si occupa solo dell’arredo della casa.

Cucina

Per diversi motivi, ho preso la decisione di lavorare come Interior Designer in libera professione ed essere in grado di dare un servizio aggiunto: tanto tecnico che progettuale, offrendo in più la ricerca del prodotto più adatto alle esigenze del cliente.

Cucina

Per cui alla domanda:

Architetto o Interior designer?

Io rispondo entrambi. L’Interior Designer in simbiosi con il tecnico, può progettare in modo che non ci siano sorprese nella fase di cantiere e di montaggio dell’arredo.

Lavorare in team permette che il risultato finale sia perfetto sotto ogni punto di vista: funzionale ed estetico.

Non pensate sia quindi meglio rivolgersi ad un professionista Interior Designer, in grado di consigliarvi una progettazione studiata e mirata senza alcun limite nella scelta del prodotto e che in più si occupi della ricerca del prodotto, sia sul web che tra diversi rivenditori dello stesso prodotto (e al prezzo più conveniente)? 

PS: Per saperne di più sulla professione dell’ Interior Designer: L’Interior Design e la Ristrutturazione.

Photo slide: Historiska Hem

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